scritto da on Benessere, Materassi, Relax, Sistema Letto

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

Quanto dura il materasso?

Una domanda che ci viene posta frequentemente è: “Quanto dura un materasso?”
La risposta dipende da vari fattori, per esempio da chi lo utilizza (corporatura, peso, età e abitudini dell’utente) e come lo utilizza (se viene usato ogni notte o se è destinato solo occasionalmente agli ospiti, se riceve una regolare manutenzione, se è posizionato sul supporto più adeguato…). La durata è particolarmente influenzata inoltre proprio dalla tipologia del materasso, dai materiali e dalle tecnologie impiegati per la sua realizzazione.

In generale possiamo dire che anche i materassi di qualità, se utilizzati regolarmente, assicurano prestazioni ottimali per un massimo di 8-10 anni, trascorsi i quali è opportuno sostituirli. Ma nel caso di materassi di bassa qualità, o di cattiva manutenzione, può accadere che il nuovo acquisto si renda necessario già dopo un paio d’anni di utilizzo!

Come mantenere in salute il materasso?

Prolungare la durata di vita del materasso e mantenerne a lungo intatte le performance è sicuramente possibile, rispettando alcune regole per la sua cura e manutenzione:

  • Aerare la stanza da letto almeno 15-20 minuti al giorno, se possibile lasciando scoperto il materasso o comunque non rifacendo immediatamente il letto
  • Girare e capovolgere regolarmente il materasso per prevenirne l’usura
  • Non usare mai il materasso su una base inadatta o eccessivamente usurata: è opportuno abbinarlo ad una rete adeguata alla tipologia e in buone condizioni. Anche le reti, incluse quelle a doghe, hanno un’usura.
  • Utilizzare adeguatamente le maniglie negli spostamenti del materasso
  • Evitare di bagnare il materasso
  • Non utilizzare l’aspirapolvere e/o il battitappeto per la pulizia. Rovinano i tessuti  e le imbottiture
  • Utilizzare sempre un coprimaterasso e un coprirete di qualità
  • Se il materasso è sfoderabile, mantenere regolarmente pulita la fodera
  • Se il materasso si macchia e non è sfoderabile, usare sapone delicato e uno pezzuola bagnata in acqua fredda e strizzata. Strofinare leggermente evitando di bagnare il materasso e la rete

Perché e quando cambiare il materasso?

La scelta di cambiare il materasso viene spesso sottovaluta e rimandata, ma normalmente chi acquista un nuovo sistema letto dopo avere dormito a lungo su un supporto usurato si pente di non averlo fatto prima! Il sonno è infatti fondamentale per il nostro benessere: è importante verificare il proprio letto regolarmente e chiedersi per quanto tempo continuerà ad offrire il comfort e il sostegno necessari per garantire la migliore qualità del riposo.

E’ estremamente difficile valutare lo stato del nostro materasso poiché ci adeguiamo notte dopo notte alla sua usura e difficilmente abbiamo modo di confrontarlo con prodotti migliori che ne mettano in evidenza i limiti.

Inoltre, il nostro corpo ha una notevole capacità di adattamento, ma se dormiamo su un supporto inadeguato rischiamo di svegliarci, sia durante la notte che al mattino, con dolori alla schiena, al collo, agli arti. Svegliarsi stanchi anziché riposati è un campanello d’allarme che avverte del rischio di sviluppare nel tempo patologie serie.

Oltre alla presenza di irregolarità, protuberanze, avvallamenti eccessivi (l’impronta lasciata dal copro nelle imbottiture è da ritenersi normale) e cedimenti che riducono la performance del materasso per ragioni “strutturali” rappresentando chiari segnali dell’”usura” del nostro materasso, non vanno sottovalutate le motivazioni igienico-sanitarie. Anche mantenendo una corretta e attenta manutenzione, infatti, nel letto si deposita inevitabilmente, con il passare degli anni, un certo quantitativo di polvere, composta da particelle organiche ed inorganiche. Nell’imbottitura del materasso si annidano spore, batteri, virus ed acari, una parte del sudore espulso ogni notte filtra all’interno e frammenti di pelle si depositano quotidianamente sul rivestimento.

Sicuramente le nuove tecnologie oggi sul mercato sono in grado di fornire prodotti che resistono a lungo all’usura e garantiscono condizioni igieniche eccellenti per lungo tempo: diciamo che, allo stato attuale, un buon prodotto, ben mantenuto, dovrebbe conservare intatte le proprie performance per almeno una decina d’anni!

scritto da on Benessere, Imbottitura, Materassi, Rivestimenti

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

La fibra di bamboo è costituita da cellulosa pura, estratta dalla polpa del bamboo.

Bamboo

Questa pianta cresce spontaneamente in Asia, America, Africa e Oceania, nelle fasce climatiche più calde.
Ha uno sviluppo molto rapido e la sua coltivazione è altamente sostenibile dal punto di vista ambientale perché gli arbusti sono in grado di crescere in pochi centimetri di terra e in condizioni atmosferiche estreme, hanno un limitato bisogno di acqua e non richiedono pesticidi o erbicidi.
Inoltre, le piante di bamboo consumano quattro volte più anidride carbonica degli alberi e producono il 35% di ossigeno in più!

In passato i metodi di lavorazione della fibra richiedevano l’impiego di sostanze dannose per gli operatori tessili e per l’ambiente. Oggi sono disponibili procedure ‘gentili’ che impiegano agenti ed enzimi non tossici e riutilizzabili più volte che rendono le imbottiture realizzate con queste fibre pienamente compatibili con il nostro organismo

Questa fibra è per natura cava e ha una superficie ricoperta di micro-fessure. Grazie a questa struttura, il bamboo è dotata di proprietà fisiche peculiari: è idrofilo e naturalmente igroscopico, ovvero è in grado di assorbire e far evaporare rapidamente il sudore umano ed è estremamente resistente agli odori senza necessità di alcun trattamento chimico.

L’uso del bamboo nel sistema letto garantisce una sensazione di freschezza anche nelle calde giornate estive: secondo alcuni test, la fibra di bamboo è più fresca di 1-2 gradi rispetto ad altri materiali e mantiene la pelle piacevolmente asciutta. Inoltre, la coibenza, ovvero capacità di conservare il calore, rende il bamboo idoneo anche alla stagione invernale.

L’insieme delle proprietà del bamboo lo rendono quindi un materiale eccellente per la realizzazione dell’imbottitura nei rivestimenti dei materassi che risultano molto igienici, di facile manutenzione, resistenti ai lavaggi e in grado di mantenere un microclima ottimale.

Interamente biodegradabile ed ecocompatibile, il bamboo è dunque un materiale ideale per garantire un perfetto equilibrio fra benessere psicofisico e rispetto della natura!

Cos’è il Bultex?

dic
2012
06

scritto da on Benessere, Bultex, Materassi, Materiali

4 commenti

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

Composto da una miscela di sostanze che utilizzano l’acqua come componente principale, il Bultex è una mousse dalla tecnologia assolutamente unica e innovativa, che negli ultimi anni ha completamente rivoluzionato l’universo dei prodotti per il riposo.

Sono molte le proprietà che rendono eccezionale questo materiale: leggero, confortevole e accogliente, ma anche resistente, flessibile ed estremamente elastico, il Bultex è inoltre per sua natura traspirante e assolutamente igienico.

I materassi Bultex accolgono perfettamente il nostro corpo disteso, distribuendo il peso su tutta la superficie, adattandosi e modellandosi alla perfezione alla nostra corporatura, qualunque essa sia, e alle varie posizioni che assumiamo nel sonno. Questo materiale, infatti, accompagna fedelmente i nostri movimenti e risponde con precisione ad ogni sollecitazione offerta dal corpo, anno dopo anno, per materassi dal comfort eccellente e duraturo e per un riposo davvero ottimale!

alveoli Bultex
La Struttura

Milioni di piccoli alveoli indipendenti, elastici e di dimensioni differenti, sono gli elementi costituenti del Bultex, materiale reso famoso proprio da questa struttura alveolare a microcelle dalle caratteristiche davvero uniche, prima fra tutte la capacità di modellarsi perfettamente a qualsiasi forma.

  • Milioni di alveoli indipendenti ed elastici conferiscono ai prodotti Bultex  un caratteristico sostegno progressivo: ogni movimento del corpo viene accompagnato in modo naturale, per una accoglienza proporzionate al nostro peso e un equilibrio davvero ideale.      
  • Alveoli di forma irregolare fanno sì che il cuore in Bultex del nostro materasso reagisca in maniera  diversa in funzione della direttrice di sollecitazione. Questo garantisce a chi riposa un sostegno che si adattato ad ogni parte del corpo, senza affossamenti e zone di pressione.
  • Alveoli di misure differenti fra loro regalano al materasso una maggiore capacità di risposta  elastica alle sollecitazioni.
  • Alveoli aperti garantiscono una circolazione naturale dell’aria e una ventilazione spontanea, due fattori che  impediscono la proliferazione degli acari nel materasso.

Il sostegno che i materassi Bultex offrono a chi si distende, proprio grazie a questa particolare struttura “a nido d’ape”,  si diversifica in base al nostro peso e alla pressione esercitata dalle diverse zone del corpo, garantendo la massima libertà nel cambiare posizione e offrendo un equilibrio ideale e perfettamente naturale al nostro corpo a riposo.

scritto da on Benessere, Fodere, Materassi, Materiali, Rivestimenti, Sistema Letto

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

La seta è uno dei tessuti naturali più pregiati, da sempre simbolo di eleganza e raffinata ricercatezza.

La sua antichissima storia è avvolta dal mistero: l’origine della seta rimase a lungo un segreto esclusivo della corte imperiale cinese, custodito con leggi severe. Indossare vesti di seta era sinonimo di regalità e status sociale elevatissimo. Per millenni il prezioso filato fu trasportato dall’Oriente all’Occidente attraverso le ‘vie della seta’, percorsi di viaggio evocativi di paesaggi sconfinati e culture lontane. Si racconta che solo intorno al 420 d.C. la figlia di un imperatore, conosciuta come la “principessa della seta”, riuscì a contrabbandare le uova dei bachi da seta e i semi di gelso, nascondendoli nell’acconciatura. La sericoltura rimase sconosciuta al di fuori dell’Asia fino al 550 circa: secondo la leggenda le uova dei bachi da seta furono portate a Costantinopoli da monaci agli ordini dell’imperatore Giustiniano, nascoste nel cavo di alcune canne.

In Italia la lavorazione della seta si diffuse solamente dopo l’anno Mille, soprattutto nelle regioni meridionali della penisola. In seguito, dal XII secolo, il nostro paese divenne uno dei maggiori produttori europei, fino alla seconda guerra mondiale e alla diffusione dei materiali sintetici.

Ancora oggi la seta è considerata una delle fibre più nobili e sofisticate.

I lunghi filamenti proteici utilizzati per realizzare il filato si ottengono dal bozzolo dei bachi da seta Bombyx mori: dalla sapiente lavorazione di questo materiale si ricava un tessuto brillante, con caratteristiche uniche di cangiante lucentezza, leggerezza e morbidezza.

Straordinariamente bella, vellutata e sottile, la fibra di seta è al contempo robusta e in grado di resistere alle deformazioni. Il suo elevato potere isolante rende la seta piacevole al contatto con la pelle, poiché risulta calda in inverno e fresca in estate. Inoltre è un materiale che assorbe e disperde l’umidità, facilitando la traspirazione ed evitando la sudorazione. Utilizzata nel sistema letto è quindi molto igienica e garantisce un microclima ideale, oltre ad essere resistente all’usura e ipoallergenica. Queste qualità eccezionali la rendono uno dei materiali più ricercati per i prodotti dedicati al riposo, ed in particolare per le imbottiture dei materassi più raffinati, in cui le conoscenze antiche e i valori della tradizione si uniscono all’attenta selezione delle materie prime e alle nuove tecnologie.

scritto da on Benessere, FullNess, Imbottitura, Materassi, Materiali, Senza categoria

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

FullNessLa qualità delle materie prime utilizzate è fondamentale per realizzare un ottimo materasso ed è indubbio che alcuni materiali naturali siano ancora oggi tra i più adatti per realizzare le imbottiture, e sono questi che, di norma, caratterizzano e rendono efficace il lato estivo e il lato invernale del rivestimento.

Esistono però alcune soluzioni tecnologiche e innovative che possono migliorare ulteriormente le prestazioni delle fibre naturali, eliminandone alcuni limiti intrinseci.

Ad esempio, le fibre animali possono perdere facilmente elasticità e morbidezza sia a causa del normale uso oppure se bagnate, cosa che di norma rende questo tipo di materiali inadatti al lavaggio.

La soluzione che tradizionalmente è stata adottata per limitare questo problema è stata quella di miscelare lane e cotoni con fibre sintetiche come il poliestere, che grazie alle sue caratteristiche di elasticità e resistenza rendeva il composto elastico e resistente.

Questo sistema presenta numerosi vantaggi ed è economico da realizzare, ma, purtroppo, spesso vanifica le eccellenti caratteristiche termiche e di traspirazione della fibra originale.

Tutti i materassi Bultex ed Epeda utilizzano come imbottiture fibre animali e vegetali di altissima qualità e, al fine di matenere intatte le eccellenti caratteristiche di queste imbottiture, adottano una innovativa tecnologia ove la fibra nobile, sia essa cachemire, lana, cotone o bamboo, viene termolegata e non miscelata ad uno strato di poliestere.

Questa esclusiva tecnologia, chiamata FullNess, crea un “sandwich” che consente di mantenere divise le fibre e di porre a contatto con il corpo, subito sotto il tessuto della fodera, la parte più nobile e pregiata dell’imbottitura, affinchè fornisca al nostro riposo la massima prestazione possibile. In questo modo lo strato nobile, posto in superficie, è in grado di dare il suo massimo contributo al comfort del materasso, mentre lo strato sottostante, in poliestere ad alta resilienza, provvede a mantenere distesa ed elastica l’imbottitura.

scritto da on Benessere, Imbottitura, Materassi, Materiali, Rivestimenti

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

batuffolo di cotone

Il cotone è una delle fibre vegetali più utilizzate al mondo. Si ricava da una pianta originaria della Cina, dove si coltiva da oltre 7000 anni, ma in Italia è poco diffusa: introdotta dagli arabi nel IX secolo, si può trovare quasi esclusivamente in Sicilia. Il cotone viene oggi prodotto principalmente in Africa, in India, in Egitto, nel Centro-Sud America e negli USA.

La fibra si ricava dalle capsule mature della pianta. I fiori dell’arbusto, una volta fecondati, perdono i petali: in circa un mese, si sviluppa una capsula, che contiene i semi e la fibra. Quando è matura, si apre in quattro parti mostrando il batuffolo.

Il principale componente del cotone è la cellulosa, che costituisce il 95% della fibra.

Se ne ricava un tessuto leggero, assorbente e morbido, utilizzato nella confezione di biancheria per la casa e per i capi di abbigliamento estivo per le sue proprietà caratteristiche:

  • la traspirabilità
  • la flessibilità
  • la capacità di condurre il calore
  • l’igroscopicità (particolarmente assorbenti, i tessuti in cotone possono immagazzinare molta dell’umidità persa dal corpo durante il sonno)
  • l’antistaticità (è un materiale che non infeltrisce e non si carica di energia elettrostatica).

Utilizzato fra i materiali che compongono l’imbottitura dei rivestimenti del materasso, il cotone assicura un’ottima resa climatica. In particolare nei mesi più caldi dell’anno la capacità di condurre calore e di disperderlo velocemente favoriscono un riposo sano e confortevole.

Il cotone viene inoltre impiegato nei tessuti ove risulta particolarmente apprezzata la capacità di assorbire l’umidità e spesso lo si trova abbinato alla viscosa, che rende la stoffa morbida e molto piacevole al tatto.

scritto da on Fodere, Imbottitura, Materassi, Materiali, Rivestimenti, Sistema Letto

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

mohairIl Mohair è una fibra tessile ricavata dal pelo della capra d’angora.

Il nome angora deriva da Ankara, capitale della Turchia, dove l’allevamento di questi animali è presente da oltre 2.000 anni. Dal mondo arabo deriva anche il termine Mohair: “mukhayyar” significa “scelto”, “selezionato”.

La lana Mohair si contraddistingue infatti per alcune proprietà eccellenti: rispetto ad altri tipi di lana, presenta maggiore uniformità delle fibre, assenza di impurità e una straordinaria lucentezza.

Poiché sono originarie di climi estremamente umidi, le capre d’angora hanno sviluppato un vello lungo e morbido con fibre estremamente compatte. Oggi i principali allevamenti si trovano nel Texas e nel Sudafrica, che registra quasi la metà della produzione mondiale, con una media annua di 5,5 milioni di chilogrammi di Mohair. Questo materiale è anche soggetto a certificazioni quali l’etichetta “Mohair des Fermes de France”, che garantisce l’origine del prodotto e la sua qualità.

Il mantello delle capre d’angora è solitamente color latte, ma esistono anche varietà nere, marroni e rosate. Il vello, meno arricciato rispetto alla lana merino, viene rasato senza ferire l’animale e viene filato in modo diverso a seconda dell’età, poiché con l’invecchiamento dell’animale si modificano alcune caratteristiche del suo vello e aumenta la dimensione della fibra.

Il diametro della fibra di Mohair varia tra 24 e 60 micron: la lana delle capre più giovani è riservata ai prodotti di maggiore qualità, come capi di abbigliamento e parrucche, mentre quella degli animali più anziani, più spessa e resistente, viene usata per i tappeti e per i tessuti resistenti.

La particolare morbidezza e l’eccellente resa termica rende questa fibra perfetta per le imbottiture dei materassi che risultano piacevolmente calde mantenendo nel tempo un’accoglienza difficilmente riscontrabile nelle altre lane.

Literie Italia utilizza la Lana Mohair etichetta “Mohair des Fermes de France” per le imbottiture degli esclusivi materassi Dédicace, l’alta gamma di Epeda: il potere isolante di questo pregiato materiale e la sua elasticità e resistenza nel tempo assicurano ai prodotti Dédicace un benessere davvero eccellente e duraturo.

scritto da on Fodere, Imbottitura, Materassi, Materiali, Rivestimenti, Sistema Letto

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

Il cachemire o kashmeer è una fibra particolarmente pregiata, caratterizzata da una morbidezza fuori dal comune. E’ un filato molto raro, con una produzione annuale limitata a circa 5 milioni di chilogrammi in tutto il mondo.

Il nome originario deriva dal Kashmir, una regione attualmente divisa tra India, Pakistan e Cina, dalla quale, all’inizio del XIX secolo ebbero inizio le esportazioni di lana verso i paesi europei. Ancora oggi l’Europa rappresenta il mercato più importante, importando circa l’80% della produzione mondiale. L’Italia è al primo posto per la trasformazione del cachemire (con circa il 60% dell’import mondiale), anche grazie alla qualità delle acque utilizzate per le lavorazioni.

Fra i principali produttori ci sono paesi come Iran, Afghanistan, Pakistan, Turchia e India.
Il cachemire più bello e più prezioso al mondo, con fibre lunghe e uniformi, particolarmente fini e morbide, proviene dalla Cina, dagli altopiani della Mongolia. In questi territori aspri sono allevate le capre Hyrcus (Kashmir goats).

CachemirePer proteggersi dall’ambiente esterno, sia dalle basse sia dalle alte temperature, queste capre hanno un manto particolare: uno strato superficiale, formato da peli grossolani, detto giarre, e uno più vicino al corpo, composto da una lanugine corta, sottile e molto calda, chiamata duvet. In primavera, durante la stagione della muta, la lana viene raccolta con tecniche antiche, che garantiscono la certezza di conservare la qualità e l’unicità del tessuto. I pastori tagliano con le forbici i crini esterni rigidi e ruvidi, poi raccolgono manualmente la parte più fine con appositi pettini dai denti lunghi. Le due tipologie di fibre vengono quindi separate, perché solo il duvet costituisce il cachemire propriamente detto.

Il costo elevato di questo tipo di lana è dovuto anche alla difficoltà di lavorazione e alla bassa resa, in quanto viene utilizzata solo la parte migliore del manto dell’animale che cresce sotto la pancia della capra: ogni animale fornisce circa 200 grammi di pelo fine, di cui solo la metà può essere effettivamente utilizzata per i filati più raffinati.

Literie Italia utilizza il cachemire per la parte interna delle fodere dei migliori materassi Epeda e per gli esclusivi prodotti Dédicace.

Utilizzato nelle imbottiture dei materassi più preziosi, infatti, il cachemire, morbido, setoso e vellutato, offre tutto il proprio volume e la propria morbidezza per regalare una sensazione calda e soffice, e accoglie il corpo in modo profondo e avvolgente.

scritto da on Benessere, Fodere, Imbottitura, Materassi, Materiali, Rivestimenti, Sistema Letto

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites
Uno scrigno di benessere

Uno scrigno di benessere

L’imbottitura è la parte più nobile della fodera, è costituita da uno o più materiali posti al di sotto del tessuto ed è lo strato di maggior spessore che si pone fra il nostro corpo e la struttura più interna del materasso (box di molle, lastra in lattice, Bultex o altri materiali).

Il sostegno che ci viene offerto “dall’anima” del materasso, infatti, non è abbastanza per garantire notti riposanti e gradevoli. E’ necessario che siano presenti anche le migliori condizioni per il riposo: un appoggio morbido, una soffice accoglienza, temperatura regolata, ventilazione costante e una condizione igienica ideale (protezione da batteri, acari, odori, ecc.).

Una buona imbottitura, per garantire tutte queste condizioni deve essere accogliente, ma anche stabile, elastica e resiliente, deve lasciare circolare liberamente l’aria, contribuire al corretto smaltimento dell’umidità corporea e al mantenimento di un ottimo livello igienico del materasso.

Da sempre questo ruolo è stato ben interpretato dalle fibre naturali sia di origine vegetale (cotone, o più recentemente bamboo o filati a base di fibra di legno o mais) che animale (ad esempio lana, seta).
Nella maggior parte dei casi queste soluzioni hanno trovato nell’abbinamento con fibre sintetiche, grazie a particolari soluzioni costruttive, una nuova giovinezza e nuove prestazioni, che fino a pochi anni fa erano impensabili.
I limiti tipi di questi materiali, in particolare la scarsa resilienza e la tendenza e perdere livello igienico con il tempo, sono stati superati da tecnologie innovative e trattamenti, da preferire quelli organici, che ne hanno migliorato e perfezionato le già eccellenti caratteristiche.

Più le fibre sono pregiate e sofisticate, più la fodera risulterà preziosa ed eccellente: seta, cotone, bamboo, lana, cachemire, mohair, ciascuno di questi materiali dona all’imbottitura e all’intero rivestimento del materasso caratteristiche differenti, per rispondere alle specifiche esigenze in fatto di comfort, accoglienza e termoregolazione!

I vari materiali di cui si compone normalmente l’imbottitura di una fodera hanno funzioni specifiche; il Cotone risulta morbido al tatto, ha una buona capacità traspirante e di isolamento termico. Il Bamboo è altamente igroscopico, cioè assorbe l’umidità, ed è naturalmente antibatterico. La Lana è una fibra traspirante che ha una forte capacità termoregolante ed è ottima per il lato invernale del materasso; i materiali viscoelastici, come il Memory Foam, sono usati per la loro capacità di alleggerire le pressioni e migliorare il comfort complessivo, mentre il lattice è in grado di offrire un ottimo comfort pur in presenza di un’elasticità molto pronunciata.
Il Poliestere è un materiale sintetico che, se di buona qualità, risulta estremamente resiliente, cioè torna facilmente alla sua forma iniziale, è resistente ai lavaggi ed igienico e ben si presta ad essere abbinato alle fibre naturali.

E’ necessario comunque prestare attenzione alle specifiche esigenze di riposo che ogni utente possiede. Per quanto possa risultare performante un’imbottitura in lana, magari con una parte di pregiato cachemire, sarà perfetta per chi cerca un lato invernale caldo e confortevole, ma assolutamente inadatta a chi soffre di allergia agli acari, che dovrà al contrario prediligere materiali più resistenti ai lavaggi con migliori caratteristiche antibatteriche.

Non bisogna poi dimenticare che un’ottima imbottitura può dare il meglio di sé solo se abbinata ad un tessuto adeguato che ne rispetti le peculiari caratteristiche.

scritto da on Fodere, Materassi, Rivestimenti, Sistema Letto

Nessun commento

  • Facebook
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • Add to favorites

Fodera

Sistema Fodera

Per fodera s’intende tipicamente il “rivestimento” del materasso, l’insieme di tessuti e imbottitura che avvolgono e ricoprono la struttura interna.

Si tratta di un elemento fondamentale del materasso, poiché, oltre ad essere la parte più “a contatto” con il nostro corpo, è anche quella che determina per gran parte il microclima di riposo e l’igiene dell’intero sistema letto.

Il rivestimento gioca un ruolo importante anche nell’accoglienza che il materasso ci offre, cioè nel determinare il tipo di comfort che proviamo. La sensazione che percepiamo sdraiandoci sul materasso, infatti, può cambiare notevolmente in base allo spessore, alla morbidezza, alla lavorazione della fodera, e anche in base alla natura dei materiali impiegati nelle imbottiture – ad esempio cotone, lana o memory.

Quando parliamo di materassi, quindi, con la parola “fodera” non intendiamo, normalmente, un semplice “tessuto”, ma un insieme di due o più tessuti, che racchiudono fra loro una imbottitura più o meno ricca, e una fascia laterale. Tutte queste parti possono essere realizzate con materiali di differente natura, materie prime tradizionali o tecnologie innovative e unite tra loro con molti differenti sistemi di cucitura…

Ecco perché noi di Literie, per i nostri prodotti Bultex ed Epeda, abbiamo progettato un “Sistema Fodere” completo, adatto a soddisfare le più disparate esigenze di riposo!

Entriamo nel dettaglio:

Tessuto

Nella fodera di un materasso di qualità vengono utilizzati due tipi differenti di tessuti: uno nella parte del rivestimento a contatto con l’anima interna del materasso, e uno che costituisce la parte più superficiale, quello su cui distendiamo il nostro corpo

Quest’ultimo, il tessuto “più vicino” alla nostra pelle, è fondamentale per determinare un contatto piacevole con il materasso, ma, soprattutto, deve garantire una buona  traspirazione, un ottimo smaltimento dell’umidità che produciamo normalmente durante il sonno e un’igiene eccellente.

Imbottiture

Le imbottiture, parte “nobile” della fodera, sono costituite da uno o più materiali. La qualità della fodera dipende molto dalla nobiltà delle materie prime utilizzate: seta, cotone, bamboo, lana, cachemire, mohair, ciascuno di questi materiali dona ai rivestimenti caratteristiche differenti, per rispondere alle esigenze di ciascuno in fatto di comfort, accoglienza e termoregolazione!

Una buona imbottitura deve essere accogliente, ma anche stabile, elastica e resiliente, lasciare circolare liberamente l’aria, contribuire al corretto smaltimento dell’umidità corporea e al mantenimento di un ottimo livello igienico del materasso.

Fascia laterale

I piani imbottiti che costituiscono i rivestimenti superficiali  del materasso vengono uniti fra loro tramite una fascia laterale, che ne disegna il “perimetro” giocando in tal modo un ruolo fondamentale per il funzionamento ergonomico della fodera, poiché permette ai piani a contatto con il corpo di funzionare correttamente e di offrire il meglio delle proprie prestazioni, senza frenare la capacità di accoglienza o l’elasticità del materasso.

Per questi motivi è essenziale che la fascia laterale sia studiata con attenzione, poiché la sua interazione con il resto del rivestimento può migliorare o peggiorare in modo netto il funzionamento dell’intero sistema letto.

La fascia laterale ha assunto inoltre, nei prodotti più sofisticati, il compito di migliorare lo smaltimento dell’umidità dell’intero materasso grazie all’applicazione di tessuti volumetrici, cioè con spessore elevato che li rende estremamente permeabili all’aria, e di consentire una pratica sfoderabilità, cioè la rimozione dell’intero rivestimento dalla struttura del materasso.

Tutto questo ha reso questa parte della fodera un vero e proprio concentrato di tecnologia costruttiva e di materiali.

Come un abito su misura!

Il Sistema Fodere proposti da Literie Italia srl è l’insieme dei numerosi e pregiati rivestimenti disponibili per i prodotti Bultex ed Epeda: ciascuno dei nostri materassi, infatti, offre la possibilità di essere selezionato scegliendo fra tipologie di fodera differenti per forma, per tessuti e qualità di imbottiture.

Si tratta di uno strumento, fondamentale per perfezionare il materasso sulle esigenze di ciascun Cliente. Scegliendo fra Fodere differenti, infatti, possiamo personalizzare la sensazione che si prova distendendosi sul proprio sistema letto, e intervenire sulla qualità del riposo, risolvendo necessità precise legate a specifiche esigenze o semplicemente al gusto personale.

Come esiste l’abito giusto per ogni occasione, l’obbiettivo del Sistema Fodere Bultex ed Epeda è quello di contribuire ad offrire un materasso personalizzato che si adatta perfettamente alle aspettative di riposo di ogni Cliente!